Come affrontare il problema
 

 
Prevenire o risolvere il problema Legionella
 

Valutazione del Rischio Legionellosi
L'analisi del rischio è il primo e più importante pilastro della prevenzione. Non si tratta solo di una verifica formale, ma di un’indagine approfondita volta a mappare ogni potenziale pericolo all'interno della rete idrica per garantire la sicurezza degli utenti e la conformità alle normative vigenti.

Per quantificare il rischio in modo oggettivo, bisogna adottare una metodologia scientifica basata sulla matrice di probabilità e impatto. Il livello di rischio viene calcolato attraverso la formula:

R = G * P

Dove:
  • G = Gravità - Entità del danno potenziale per la salute
  • P = Probabilità - Frequenza o possibilità che l'evento critico si verifichi
Questo calcolo ci permette di generare una Matrice del Rischio personalizzata, che funge da bussola per pianificare interventi di mitigazione mirati e prioritari.La proliferazione della Legionella non è mai casuale, ma è favorita da specifiche condizioni ambientali. I punti critici da esaminare con estrema attenzione sono:
  • Il Range Termico: temperature dell'acqua, con particolare focus sulla zona critica compresa tra 20°C e 50°C, l'habitat ideale per la crescita batterica.
  • Ristagni e Biofilm: tubazioni poco utilizzate o sovradimensionate dove l'acqua ferma favorisce la formazione di biofilm, una pellicola protettiva che nutre e scherma i batteri dai disinfettanti.
  • Stato dell’Impianto: vetustà dei materiali, presenza di corrosione o incrostazioni calcaree che possono compromettere l'efficacia dei trattamenti.

Non tutti i punti di un impianto presentano lo stesso pericolo. Vanno individuati i cosiddetti Punti Critici di Controllo, tra cui:
  1. Serbatoi di Accumulo ACS: I polmoni dell'Acqua Calda Sanitaria, spesso soggetti a stratificazione termica e accumulo di sedimenti.
  2. Rami Morti (Dead-legs): Tratti di tubazione ciechi o dismessi dove l'assenza di flusso rende vana ogni disinfezione ordinaria.
  3. Terminali Distali: Soffioni delle docce, rompigetto e rubinetti, ovvero i punti in cui l'acqua viene nebulizzata e può essere inalata.
Attraverso lo studio della configurazione impiantistica e l'analisi dello storico manutentivo, va definita una strategia di monitoraggio mirata, concentrando le risorse dove il rischio è maggiore.

Un'analisi del rischio accurata non serve solo a evitare sanzioni, ma permette di:
  • Ridurre drasticamente le probabilità di focolai.
  • Ottimizzare i costi di manutenzione e trattamento.
  • Garantire un ambiente sicuro per dipendenti, ospiti o pazienti.


Monitoraggio Analitico
Il controllo analitico è l'unico strumento in grado di confermare l'efficacia delle procedure di prevenzione adottate. Attraverso campionamenti mirati e analisi di laboratorio, trasformiamo il rischio invisibile in dati certi, permettendoti di gestire l'impianto con totale consapevolezza.

Il protocollo di monitoraggio non deve limitarsi a una ricerca generica, ma puntare alla massima precisione scientifica. Ogni prelievo deve interessare i punti nevralgici della rete idrica (Punti Critici di Controllo) evidenziati nella analisi del rischio, generalmente:
  • Sorgente e Accumulo: Uscita dei bollitori e serbatoi di stoccaggio.
  • Distribuzione Distale: Rubinetti e docce degli appartamenti o dei locali comuni.
  • Frequenza Consigliata: si raccomanda un controllo della presenza del batterio con cadenza annuale o almeno biennale, anche sulla base della valutazione del rischio.
Ogni analisi è supportata da un Rapporto di Prova ufficiale accreditata, che costituisce prova documentale fondamentale in caso di controlli da parte delle autorità sanitarie. I risultati del laboratorio vanno interpretati confrontandoli con i limiti definiti dalle Linee Guida e dai decreti legislativi vigenti. Se la Legionella spp. supera 1.000 UFC/L è necessaria la revisione misure di controllo e una possibile bonifica.

Al termine di ogni attività di campionamento, sarò possibile riceve una consulenza tecnica per interpretare gli esiti e, se possibile, indicare delle azioni correttive efficaci per riportare l'impianto in condizioni di sicurezza.


Interventi di Bonifica e Strategie di Prevenzione
Una volta individuate le criticità, è fondamentale agire con tempestività e precisione.

La gestione corretta di un impianto passa attraverso gesti semplici ma rigorosi. Le misure che consigliamo includono:
  • Flussaggio Sistematico mediante lo scorrimento periodico dell’acqua nelle utenze poco utilizzate per evitare ristagni pericolosi.
  • Sanificazione dei Terminali: Pulizia e disinfezione meccanica di rompigetto e soffioni doccia con cadenza trimestrale per eliminare calcare e depositi organici.
  • Controllo Termico Costante: Monitoraggio dei serbatoi di accumulo per garantire il mantenimento della temperatura costantemente sopra i 60°C, inibendo la crescita batterica alla base.

In caso di riscontrata positività microbiologica, lo shock termico rappresenta una delle soluzioni d'emergenza più rapide:
  • Procedura: L'acqua viene portata a una temperatura compresa tra 70°C e 80°C e fatta defluire da ogni singolo punto di erogazione per un tempo prestabilito.
  • Efficacia: Questo metodo garantisce l'eliminazione istantanea dei batteri circolanti.
  • Sicurezza: Va gestito l'intervento per prevenire rischi di ustione e shock termico ai materiali delle tubazioni.

Per un'azione profonda e duratura, soprattutto dove è presente un biofilm stratificato, bisogna intervenire con trattamenti chimici e rimozione del Biofilm:
  • Biocidi di Ultima Generazione, quali biossido di cloro, monoclorammina o perossido di idrogeno.
  • Azione Mirata: questi trattamenti non si limitano a uccidere il batterio, ma aggrediscono la matrice del biofilm che funge da scudo per la Legionella.
  • Protezione degli Impianti: ogni protocollo chimico va calibrato per bilanciare la massima efficacia disinfettante con la protezione dei materiali, prevenendo fenomeni corrosivi che potrebbero danneggiare la rete idrica.


 
Chi è interessato?
 

Oltre al settore alberghiero (Hotel, B&B, Camping), la normativa italiana (in particolare il D.Lgs. 18/2023 e le Linee Guida 2015) estende l’obbligo di valutazione e gestione del rischio a una vasta gamma di strutture, classificate come prioritarie o a rischio a causa della complessità dei loro impianti o della fragilità degli utenti, con l'obbligo di redazione di un Documento di Valutazione del Rischio (DVR). Ecco chi deve obbligatoriamente effettuare queste attività:

1. Strutture Sanitarie e Socio-Assistenziali
Sono le realtà a più alto rischio, poiché ospitano persone con difese immunitarie ridotte.
  • Ospedali e Cliniche: Sia pubblici che privati.
  • Case di Riposo (RSA): Strutture per anziani e centri di lungodegenza.
  • Centri Odontoiatrici: A causa dell'uso di acqua nei circuiti dei riuniti (poltrone).
  • Centri di Riabilitazione: Soprattutto se dotati di vasche o piscine terapeutiche.

2. Strutture per lo Sport e il Benessere
Qualsiasi luogo dove l’acqua viene nebulizzata (docce, idromassaggi) rappresenta un potenziale punto di contagio.
  • Palestre e Centri Sportivi: Tutti gli spogliatoi con docce comuni.
  • Piscine e Centri Benessere (SPA): Saune, bagni turchi e vasche con getti d'aria/acqua.
  • Stabilimenti balneari.
  • Stabilimenti Termali: Per la particolarità delle acque e degli impianti.

3. Strutture Educative e Pubbliche
  • Scuole e Asili: Specialmente dopo i periodi di chiusura estiva (ristagno dell'acqua).
  • Università e Campus: Grandi reti idriche con molti punti di erogazione.
  • Caserne e Istituti Penitenziari: Edifici ad alta frequentazione con impianti spesso vetusti.

4. Luoghi di Lavoro e Terziario
Secondo il D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza), il datore di lavoro deve garantire la salute dei dipendenti contro gli agenti biologici.
  • Uffici con grandi impianti di condizionamento: Soprattutto se dotati di torri di raffreddamento o umidificatori a pioggia.
  • Mense Aziendali e Ristorazione Collettiva: Dove l'acqua è utilizzata per la preparazione dei cibi e la pulizia.
  • Centri Commerciali e Aeroporti: Strutture con chilometri di tubazioni e migliaia di utenti.

5. Condomini
Con l'introduzione delle nuove direttive sull'acqua potabile, la responsabilità è stata estesa anche agli edifici residenziali complessi:
  • Amministratori di Condominio: In qualità di Gestori della Distribuzione Idrica Interna (GIDI), devono vigilare sulla salubrità dell'acqua dal contatore fino ai rubinetti, specialmente in presenza di impianti centralizzati di acqua calda o serbatoi di accumulo.


In sintesi le Categorie Prioritarie secondo il D.Lgs. 18/2023 sono:
  • Classe A: Ospedali, cliniche, case di cura (alto rischio).
  • Classe B: Strutture ricettive (Hotel), residenze per anziani.
  • Classe C: Scuole, palestre, uffici pubblici, carceri.
  • Classe D: Stazioni, aeroporti, grandi edifici commerciali.

Analisi acque di bordo

Inoltre nel settore marittimo sono richiesti controlli rigorosi per garantire la salubrità delle acque di bordo. Gli impianti idrosanitari di navi e imbarcazioni sono soggetti a rischi specifici dovuti a sbalzi termici, stoccaggio in casse e periodi di fermo stagionale. Il controllo periodico è un requisito essenziale richiesto dalla Sanità Marittima (USMAF) e dalle normative internazionali (MLC 2006). Yacht e Superyacht, Navi da Crociera e Traghetti, Navi Commerciali e Mercantili e Unità da Diporto in genere sono soggetti a controlli periodici delle acque di bordo.
 
 
   Prevenzione
   

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