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Radon nemico invisibile
 

 
Il rischio Radon
 

Che cos'è il Radon?
Il radon è un gas radioattivo incolore, inodore e insapore che si forma durante il decadimento radioattivo dell'uranio e del torio, naturalmente presenti nella crosta terrestre. Questo gas nocivo entra nell'atmosfera attraverso la superficie terrestre e può diffondersi nell'aria, nell'acqua e nel suolo. Una delle principali preoccupazioni riguardo al radon è la sua capacità di infiltrarsi nelle case e negli edifici attraverso fessure, crepe e altre aperture nelle fondamenta, pareti e pavimenti, accumulandosi all'interno e raggiungendo concentrazioni pericolose.

Un aspetto particolarmente inquietante è che l'esposizione al radon costituisce un significativo fattore di rischio per lo sviluppo del cancro ai polmoni. L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato il radon come un cancerogeno per l'uomo, e si stima che sia responsabile di circa 22.000 morti all'anno negli Stati Uniti.

Esistono delle misure preventive che possiamo adottare per ridurre l'esposizione dopo aver effettuato la misurazione dei livelli di radon nell'edificio, in modo da avere una chiara comprensione del rischio. Se i livelli di radon risultano elevati, è possibile installare un sistema di ventilazione adeguato per ridurre l'accumulo di questo gas all'interno degli ambienti. E' fondamentale seguire le raccomandazioni del proprio medico o delle autorità competenti per limitare l'esposizione al radon e proteggere la salute.


Fattori di rischio
Ecco alcuni fattori che possono aumentare il rischio di esposizione al radon:
  • Zona geografica: risiedere in un'area in cui il suolo è ricco di uranio può comportare una maggiore presenza di radon nell'ambiente;
  • Struttura dell'abitazione: una casa con fondamenta in cemento o mattoni può favorire la penetrazione del radon all'interno degli ambienti;
  • Ambienti poco ventilati: seminterrati o cantine possono favorire l'accumulo di radon in spazi chiusi, la mancanza di una corretta ventilazione nell'ambiente domestico contribuisce al ristagno di radon all'interno delle abitazioni;
  • Materiali da costruzione: alcuni materiali da costruzione possono rilasciare radon, ad esempio alcuni tipi di granito;
  • Altre fonti: il gas radon potrebbe entrare nelle abitazioni attraverso il trasporto di acqua, gas naturale o metano.
  • Contatto diretto con il terreno: Quando le fondamenta dell'edificio poggiano direttamente sul terreno, le emissioni di radon possono penetrare con maggiore facilità all'interno degli spazi abitativi in quanto sono in diretto contatto con il suolo.
  • Struttura dell'edificio: La comunicazione diretta tra l'edificio e locali interrati con scarso ricircolo dell'aria, o la costruzione con materiali contaminati, aumenta la probabilità di concentrazioni elevate di gas radon.
  • Terreni di origine granitica o vulcanica: Le abitazioni e gli uffici costruiti su terreni di origine granitica o ricchi di tufo sono più suscettibili ad avere concentrazioni elevate di radon, così come gli edifici situati in prossimità di vulcani (attivi o inattivi).

  • Se uno o più fattori di rischio sono presenti, sarà opportuno effettuare uno screening della presenza di radon.


    Limiti di esposizione al Radon
    I livelli di riferimento della concentrazione media annua di attività di radon nell'aria sono stati fissati come segue: 300 Bq/m³ per i luoghi di lavoro e per le abitazioni esistenti e 200 Bq/m³ per le abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024.

    I punti critici dove effettuare le misurazioni di radon sono i seguenti:
  • Locali sotterranei o seminterrati,
  • Locali situati al piano terra, ubicati nelle aree prioritarie per la riduzione dei livelli di concentrazione di gas radon,
  • Specifiche tipologie di luoghi di lavoro da identificare nel Piano nazionale d'azione per il radon,
  • Stabilimenti termali.

  • Gli esercenti saranno tenuti a ripetere le misurazioni ogni otto anni e in concomitanza con interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia che comportino lavori strutturali a livello dell'attacco a terra. Inoltre, sarà necessario eseguire misurazioni anche in caso di interventi volti a migliorare l'isolamento termico.

    Queste misure sono state introdotte per garantire la sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori esposti al radon in diversi ambienti lavorativi. È essenziale monitorare attentamente i livelli di radon negli ambienti di lavoro e nelle abitazioni ed adottare misure appropriate per mantenere la concentrazione dell'attività del radon nell'aria al di sotto dei limiti di riferimento stabiliti.


    Presenza di Radon in Italia
    In Italia, il gas radon è ampiamente diffuso, ponendo una minaccia significativa alle case e agli uffici in diverse regioni del nostro paese. Le concentrazioni più elevate si riscontrano soprattutto in Campania, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia. Quest'ultima, in particolare, ospita zone con livelli di radon notevolmente elevati, specialmente nelle province di Sondrio, Como, Brescia, Bergamo, Varese e Lecco.

    Tuttavia, ciò non esclude la presenza di gas radon in altre regioni che potrebbero sembrare meno colpite, comprese le aree del sud Italia. La conformazione geologica del nostro territorio e le variazioni nelle caratteristiche geologiche favoriscono una diffusione agevole del gas radon. Questa avviene attraverso il trasporto di acqua e metano e grazie alla presenza del gas all'interno dei materiali da costruzione impiegati negli edifici.


    Ridurre la concentrazione indoor
    Esistono alcuni accorgimenti, talvolta semplici, per ridurre la concentrazione di gas radon all'interno degli edifici.
  • Arieggiare i locali - Eseguire regolarmente questa pratica al fine di agevolare la circolazione dell'aria e favorire la dispersione del gas radon nell'ambiente circostante. E' sufficiente aprire completamente le finestre per un intervallo di 2-3 minuti, oppure, come alternativa, mantenerle leggermente aperte nella posizione anta/ribalta per un periodo di 5-6 minuti.
  • Sigillare crepe e fessure - Questa pratica contribuisce a limitare l'ingresso del radon all'interno dell'abitazione o dell'ufficio, riducendo l'eventuale penetrazione del gas.
  • Impermeabilizzare il solaio piano terra - Specialmente nei casi di edifici con fondamenta direttamente in contatto con il terreno, l'operazione di impermeabilizzazione del pavimento rappresenta un metodo efficace per ridurre notevolmente le infiltrazioni di gas radon.
  • Installare un sistema VMC - La soluzione definitiva spesso consiste nella installazione di un impianto di Ventilazione Meccanica Controllata, nei casi in cui una ventilazione naturale attraverso porte o finestre sia insufficiente. L'impiego di dispositivi di aspirazione dell'aria può essere adottato per rimuovere l'aria contaminata da ambienti quali cantine e seminterrati. Questa pratica favorisce un miglior ricambio d'aria e contribuisce a ridurre la concentrazione di radon e degli altri inquinanti normalmente presenti: formaldeide, sostanze organiche volatili, residui da combustione, polveri, monossido di carbonio, ecc.


  • Normativa di riferimento
    Il Decreto Legislativo 31 luglio 2020, n. 101, rappresenta la normativa vigente che attua la Direttiva 2013/59/Euratom. Questa legge abroga e sostituisce la precedente normativa concernente la protezione dalle radiazioni ionizzanti. L'obiettivo di questa nuova normativa è garantire una protezione più efficace e aggiornata nei confronti delle radiazioni ionizzanti, tenendo conto delle ultime conoscenze scientifiche e delle linee guida europee. Con il Decreto Legislativo 31 luglio 2020, n. 101, vengono introdotte misure di sicurezza e controlli più rigorosi per proteggere la salute delle persone esposte a tali radiazioni e per prevenire i rischi derivanti dalla loro esposizione. Questa legge costituisce un importante passo avanti nella tutela della salute pubblica e nella gestione responsabile delle fonti di radiazioni ionizzanti.

     
    Rilevatori di radon Corentium
     

    C.B.A. Chimica Biologia Ambiente mette a disposizione il noleggio di campionatori elettronici prodotti dalla Corentium per la determinazione dell'esposizione al Radon. Grazie a questo rilevatore di radon, è possibile effettuare in autonomia misure prolungate delle concentrazioni di questo gas nocivo. Il dispositivo permette di ottenere valori medi giornalieri e sul medio/lungo periodo.

    Il rilevatore di radon Corentium funziona a pile ed è caratterizzato dalla sua leggerezza e semplicità d'uso, consentendo di posizionarlo facilmente in varie aree all'interno di abitazioni o posti di lavoro per rilevare le concentrazioni di radon nell'aria. A differenza delle tecnologie convenzionali, che richiedono una maggiore preparazione, questo dispositivo permette di localizzare più agevolmente la presenza di radon in diversi ambienti durante un periodo specifico.

    Utilizzando il rilevatore di radon, gli utenti possono effettuare in autonomia uno screening individuando eventuali punti critici di ristagno e adottare le opportune contromisure. L'operatività del rilevatore di radon è facile, non richiede particolari competenze in termini di misurazione, in quanto una volta attivato, il dispositivo esegue automaticamente le misurazioni.

    È importante seguire alcune indicazioni per ottenere misurazioni accurate. Raccomandiamo di non fissare il rilevatore alla parete per evitare alterazioni dei valori. È preferibile posizionarlo con il display rivolto verso l'alto, seguendo le indicazioni fornite dalla maggior parte delle autorità nazionali sulla protezione radioattiva. Inoltre, è consigliabile utilizzare il dispositivo in ambienti a contatto con il suolo e collocarlo ad almeno 25 cm dalla parete più vicina, a 50 cm dal pavimento e a 150 cm dai punti di ventilazione.

    Nel caso in cui si riscontrassero valori elevati del gas radon, è altamente consigliato effettuare un'analisi più approfondita con l'assistenza di esperti del settore. Rivolgersi a professionisti competenti è fondamentale per individuare le cause del problema e adottare soluzioni adeguate e efficaci. La presenza di alti livelli di radon rappresenta un rischio per la salute e pertanto, agire con prontezza e affidarsi a specialisti qualificati è essenziale per proteggere se stessi e gli occupanti dell'ambiente interessato.


    Specifiche tecniche
    - Spettrometria alfa come metodo di raccolta di Rn
    - Selezione di differenti intervalli di misura
    - Valore max nel display: 9999 Bq/m3
    - Struttura resistente
    - Durata della batteria superiore a 2,5 anni
    - Valore max misurato: 35.000 Bq / m3
    - Metodo di individuazione radon: Fotocamera radon a diffusione passiva
    - Metodo di misura radon: Spettrometria alfa
    - Sensibilità:
       Misura di 1 giorno a breve termine ~1.3 impulsi/ora a 100 Bq/m³
       Misura di 7 giorni a lungo termine ~0.3 impulsi/ora a 100 Bq/m³
    - Precisione a Breve termine (7 giorni) < 20 % dopo una settimana a 100 Bq/m³
    - Precisione a Lungo termine < 10 % dopo un mese a 100 Bq/m³
    - Precisione assoluta < 5%
    - Alimentazione 3 x batterie 1,5 AAA
    - Potenza assorbita 250 mW
    - Dimensioni 120 x 69 x 22,5 mm
    - Peso 130 g (batterie incluse)
    - Condizioni operative
       temperatura: 0 ... +40 ºC
       umidità relativa: < 95% H.r.
    - Range di misura
       0 (sotto il limite di rilevamento)
       9999 Bq/m³ (valore massimo su display)
       35000 Bq/m³ (valore limite superiore del dispositivo)
    - Memoria dati
       1 ora di risoluzione temporale 7 giorni
       2 ore di risoluzione temporale: fino a 80 giorni
       24 ore di risoluzione temporale: 80 settimane

     
       Gas Radon
       

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    Numero IT04/1086
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